CASE STUDY J. Lamarck SIM S.p.A.
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Data: 19 settembre 2008
Soggetto: Privato
Oggetto: Consulenza in materia di investimenti
Scenario:
La crisi americana dei mutui, dilagando in un pericoloso effetto domino, ha coinvolto banche e assicurazioni in tutto il mondo. Il 15 settembre 2008 la società Lehman Brothers ha annunciato l'intenzione di avvalersi del Chapter 11, la procedura fallimentare prevista dalla legge USA, annunciando debiti bancari per US$ 613 miliardi e debiti obbligazionari per US$ 155 miliardi. Quella annunciata è stata la più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. I clienti delle banche hanno sottoscritto, negli ultimi anni, un ampio ventaglio di prodotti finanziari sempre più complessi, creando incertezza e perplessità negli investitori. Un numero sempre crescente di persone si rivolge oggi a SIM di pura consulenza e Family Office per trovare supporto nella scelta degli investimenti adatti alla propria situazione personale. Il nostro approccio è di chiarire la situazione finanziaria in cui il cliente si trova per rendere più trasparenti e comprensibili le varie opportunità d’ investimento coerenti con gli obiettivi personali e della famiglia.
Background:
Questo case study si occupa di una anziana signora di Verona con una disponibilità finanziaria di € 1.100.00,00 in tre diverse banche Italiane. Preoccupata dal crack Lehman Brothers ci ha interpellato sui possibili scenari del mondo economico ed in particolare ci ha illustrato le sue perplessità, comuni a tanti investitori: “I miei conti correnti bancari sono al sicuro? Se la banca fallisce, che ne sarà dei miei titoli e dei miei fondi? Che fine faranno i soldi investiti in azioni e obbligazioni Lehman Brothers? E le polizze index linked?, etc. “
Sul tutto il suo patrimonio la parte investita in Lehman era € 97.000,00. Il resto, poco più di un milione era investito in due banche: Una tranche di € 400.000,00 in obbligazioni Banca XXXXXX con scadenza 2009, 2010 e 2011, consigliate dalla stessa banca XXXXXX e una tranche di € 600.000,00 in obbligazioni Banca YYYYYY con scadenza 2010, 2011 e 2013, consigliate dalla stessa banca YYYYYY. L’ultima domanda della sig.ra era: “Sono obbligazioni, sono sicure vero?”
Implementazione:
La cliente ci ha chiesto una soluzione e dopo aver fornito tutte le informazioni relative alla sua conoscenza e cultura finanziaria e dopo aver discusso con Lei i suoi obiettivi d’investimento, permettendoci di completare il suo test di adeguatezza, abbiamo subito individuato il problema di cui la signora non era al corrente.
Per il suo investimento in obbligazioni Lehman non c’era purtroppo alcuna speranza: gli obbligazionisti sono tra gli ultimi a raccogliere le briciole di quel che resta dal processo di liquidazione. Ma per quanto i suoi investimento nelle banche Italiane abbiamo potuto tranquillizzarla. Le banche in questione erano tra i maggiori istituti italiani, e perciò non c’erano dubbi sulla solvibilità.
Il problema, anzi, i problemi erano altri: Primo: La sig.ra, fidandosi di un consiglio “gratuito” dell’incaricato della banca, ha acquistato questi Bond, ma non avrebbe mai dovuto dedicare tutta la sua disponibilità in obbligazioni di un solo emittente; in entrambi i casi, infatti, non vi è stata una minima diversificazione del rischio. Secondo: Un banca, che consiglia di investire il 100% del patrimonio del suo cliente in titoli propri genera un enorme conflitto d’interesse. In altre parole, il consiglio di acquistare titoli della banca è stato dato nell’interesse della signora o nell’esclusivo interesse della banca?
J. Lamarck SIM S.p.A., specialista in investimenti nel settore delle biotecnologie, industria in continua crescita con un fatturato di oltre US$ 100 miliardi annui, ha consigliato di allocare il 10% del portafoglio (€ 100.000,00) in questo settore seguito da professionisti con più di 15 anni di esperienza. Le azioni biotech sono risultate essere uno degli investimenti più sicuri del 2008, grazie alla consistente e continua crescita delle vendite di farmaci ed alle potenziali nuove fusioni ed acquisizioni che hanno consentito il buon andamento del settore rispetto al crollo di tutti gli indici borsistici mondiali. L’ indice americano Dow Jones Biotechnology (DJUSBT) è cresciuto del 3% nel 2008, battendo di gran lunga l'indice Dow Jones, diminuito del 40% e lo Standard & Poor's 500, sceso del 39%. Ha poi consigliato di mantenere € 100.000,00 in obbligazioni delle due banche ed di investire il resto (€ 800.000) in 10/15 tipi di obbligazioni tripla A presenti nel mondo finanziario con tassi di interesse dal 3 all’8%.
Benefici per il cliente:
Grazie alla profilazione del cliente, alla “mappatura” dei suoi obiettivi ed all’individuazione dei rischi del portafoglio ex-ante si possono identificare importanti benefici per il cliente: si individuano investimenti adatti al suo profilo di rischio e grazie ad una piattaforma informatica le raccomandazioni sono più adeguate.
I benefici per il cliente sono:
- Una giusta diversificazione del patrimonio con diminuzione del rischio;
- la raccomandazione è un consiglio indipendente, viene formulato esclusivamente nell’interesse del cliente;
- “best-practice”, cioè una consulenza costante e di alta qualità;
- monitoraggio costante del portafoglio;
- disponibilità immediata del proprio consulente;
- comprensibilità degli strumenti raccomandati;
- trasparenza dei costi;
- assenza di conflitti d’interesse: il consulente è remunerato esclusivamente dal cliente (fee only) e opera nel suo interesse;
- accordo tra obiettivi ed investimento consigliato;
- tracciabilità delle raccomandazioni fornite e controllate da vari organi interni della società;
- Controparte professionale controllata da Società di revisione, Banca d’Italia e Consob;
- Ulteriore garanzia offerta dal Fondo Nazionale di Garanzia;
Conclusione:
L’individuazione del profilo di rischio e la profonda conoscenza degli obiettivi del cliente danno una garanzia di consulenza finanziaria di alto livello, riducendo incertezze e migliorando la performance del portafoglio. Lavorando con una SIM di Consulenza il cliente ha sempre la certezza di operare con una controparte qualificata, controllabile e controllata da vari organi, dalla compliance agli istituti di vigilanza.
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